Se ami il sushi e vivi a Roma, preparati a prendere appunti: la città è piena di locali, ma non tutti valgono davvero una cena e il passaparola nel gruppo degli amici.
Negli ultimi anni Roma è diventata un piccolo laboratorio di cucina nipponica: non solo all you can eat, ma izakaya in stile Tokyo, sake bar, menù omakase al bancone e ristoranti premiati dalla Guida Sushi del Gambero Rosso.
Qui trovi la nostra personale selezione dei 10 ristoranti dove mangiare alcuni dei migliori sushi della Capitale, con indicazioni su zona, atmosfera e perché possono diventare il tuo nuovo “posto del cuore”.
Ramè Sushi Naturale Italiano – Gianicolese
Chi l’ha detto che il sushi deve per forza essere giapponese al 100%? Ramè Sushi Naturale Italiano gioca con questa domanda e vince. Il locale propone una visione originale e coraggiosissima: tecniche nipponiche applicate a ingredienti italiani d’eccellenza, dal pesce dell’Adriatico alle verdure dell’orto laziale. I roll hanno una creatività che sorprende, il riso è impeccabile e l’atmosfera è quella di un posto che sa esattamente cosa vuole essere. Ideale per chi cerca sushi a Roma di qualità con un’identità unica.
Daruma Sushi – Ponte Milvio (e non solo)
Daruma Sushi è uno di quei posti che ogni romano appassionato di cucina giapponese conosce e continua a frequentare con costanza. Con oltre 20 anni di attività e sedi distribuite tra EUR, Parioli, Monti e Ponte Milvio, è il punto di riferimento più capillare della città per il sushi quotidiano di qualità. Il menu è un viaggio ordinato tra nigiri, sashimi e uramaki preparati con tecnica solida e ingredienti freschi, senza fronzoli inutili.
Per chi vuole un ristorante giapponese autentico a Roma sempre sotto casa, Daruma è difficile da scalzare.
Kiko Sushi Bar – San Lorenzo
Piccolo, vivace, inconfondibile: Kiko Sushi Bar a Piazzale del Verano è la definizione perfetta di sushi bar nel senso più vero del termine. Bancone ravvicinato, chef che lavorano sotto i tuoi occhi, pesce fresco che arriva direttamente dalle mani del maestro Atsufumi Kikuchi. Il menu è conciso ma calibrato: ogni voce è pensata, ogni nigiri è preciso.
Tre Bacchette Gambero Rosso, frequentato da chi il sushi lo conosce davvero. Tra i migliori indirizzi per ristoranti di sushi della città, assolutamente da segnare in agenda — e da prenotare con anticipo.
Enosake – San Giovanni
Il nome dice già tutto: Enosake unisce due mondi che si amano profondamente, il vino naturale e il sake artigianale, costruendo intorno ad essi un’esperienza gastronomica completa in stile izakaya. Aperto nel 2024 in Viale Carlo Felice, a due passi dalla Basilica di San Giovanni, i piatti spaziano tra sushi, chirashi e proposte creative ispirate alla cucina giapponese contemporanea, con wagyu Ozaki e tonno Balfegò tra le star.
Il vero punto di forza è la carta dei sake: oltre 300 etichette da piccoli produttori. Premio Gambero Rosso 2026 per la Valorizzazione del Sake. Per chi cerca sushi a Roma con sake bar integrato di livello, questa è la risposta.
Umami – Trattoria Giapponese – Appio Latino
Umami – Trattoria Giapponese è il locale che ha avuto l’intelligenza di prendere il concetto di trattoria — calore, semplicità, senso di casa — e applicarlo alla cucina nipponica. Qui trovi ramen avvolgenti, donburi generosi, gyoza curati in ogni dettaglio e un sushi che non si prende troppo sul serio pur mantenendo un’ottima qualità.
L’atmosfera è rilassata, la cucina a vista è uno spettacolo. Perfetto per una cena tra amici cercando quella sensazione di umami — il quinto gusto — che rimane sul palato a lungo.
Kohaku – Ludovisi

Kohaku è il locale per chi il sushi lo vuole vivere come un’esperienza, non solo come un pasto. A due passi da Via Veneto, è il primo ristorante romano interamente dedicato alla cucina kaiseki — la forma più raffinata della tradizione gastronomica giapponese. Il menu omakase al bancone — lascia fare allo chef, fidati — è il fiore all’occhiello: una sequenza di portate stagionali preparate in tempo reale dallo chef Kazuaki Kawane. Citato dalla Guida Identità Golose 2025.
L’ambiente è raccolto ed elegante, perfetto anche per una cena romantica. Per il miglior sushi omakase Roma, Kohaku è il candidato più serio.
Sushisen – Ostiense

Con oltre vent’anni di esperienza alle spalle, riconosciuto nella Guida Michelin Italia dal 2021, Sushisen è uno dei ristoranti giapponesi di Roma che hanno fatto la storia della cucina nipponica in città. La qualità del pesce è costante, la preparazione rispettosa della tradizione, il servizio professionale senza essere rigido. Nigiri e sashimi sono i punti forti, ma anche le proposte di tempura e i piatti caldi meritano attenzione.
Si può scegliere tra la sala Experience e la sala Kaiten-zushi con nastro trasportatore circolare.
Hasekura – Rione Monti
Hasekura porta avanti una filosofia semplice ma rara dal lontano 1993: fare le cose per bene, ogni giorno, senza scorciatoie. A due passi dal Colosseo, nel cuore del Rione Monti, il pesce è selezionato con cura, il riso ha la consistenza giusta, le preparazioni rispettano la grammatica della cucina giapponese senza snaturarla. È uno dei ristoranti giapponesi romani più longevi e apprezzati da chi conosce davvero la materia: sashimi di otoro, soba, sukiyaki e una selezione di sake completano un’esperienza autentica.
Per gli appassionati, tappa imprescindibile.
Izakaya Mikachan – Casal Palocco
Mikachan è il locale che mancava a Roma: volutamente nascosto, con pochissimi coperti, e prenotazioni esaurite per mesi. Lontano dal centro ma vicinissimo all’autentico Giappone — la chef Micaela Giambanco, vincitrice della World Sushi Cup 2018 e unica italiana con il titolo Kuro Obi, ricrea un izakaya di rara fedeltà.
Il chirashi, i ramen, i takoyaki: tutto preparato con la cura di chi ha imparato il mestiere alle fonti. Lista d’attesa? Parte da sei mesi. Ma ne vale ogni secondo.
Finger’s – Flaminio
Chiudiamo in grande stile con Finger’s, a pochi passi da Piazza del Popolo. Brand fondato nel 2004 dallo chef nippo-brasiliano Roberto Okabe, approda a Roma nel 2017 portando uno stile fusion in senso nobile: influenze giapponesi, brasiliane e mediterranee che si incontrano in piatti esteticamente curati e tecnicamente riusciti.
Il menu è biblico: 77 proposte tra nigiri, sashimi, tataki di wagyu e cocktail nippo-brasiliani firmati da un mixologist di rango. Il locale è elegante, il servizio impeccabile, con serate DJ set nel weekend. Una delle esperienze sushi più complete — e glamour — disponibili oggi nella Capitale.