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17 divertenti modi di dire in romanesco

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romanesco

Il dialetto romanesco

“Daje”, “Eccallà”, “Tajasse” sono alcune delle parole che noi romani siamo abituati a sentire camminando per strada. Cantanti, comici e attori poi hanno diffuso anche i nostri modi di dire sul piccolo e grande schermo. Uno tra i più amati dai giovani è il rapper Carl Brave, pseudonimo di Carlo Luigi Coraggio, che nei suoi testi trasmette l’amore per Roma e per il romanesco.

Spesso il nostro dialetto, così simile all’italiano, viene considerato più una “parlata”. La sua popolarità in tutta Italia consente a tutti quanti di capire il significato delle parole più utilizzate.

Li conosci tutti?

colosseo

Vediamo se conosci i 17 modi di dire che abbiamo selezionato per te.

    1. Morto ‘n papa se ne fa n’artro = Morto un papa se ne fa un altro (nessuno è indispensabile).
    2. Voi fatte ama’? Fatte sospirà = Vuoi farti amare? Fatti desiderare.
    3. Chi ce pensa resta senza = Chi ci pensa troppo, rimane senza.
    4. Si te vede la morte, se gratta = Se ti vede la morte, si gratta (per indicare chi porta sfortuna).
    5. Er pane de casa stufa = Il pane di casa stufa (le abitudini stancano).
    6. Fatto trenta, famo trentuno = Fatto trenta, facciamo trentuno (l’ultimo sforzo per finire un lavoro).
    7. Daje e daje pure li piccioni se fanno quaje = A forza di insistere anche i piccioni possono diventare quaglie (non bisogna mai arrendersi).
    8. Ahó mica stamo ar Colosseo! = Mica stiamo al Colosseo (quando qualcuno lascia la porta o la finestra aperta).
    9. Co’ ‘na scarpa e ‘na ciavatta! = Con una scarpa e una ciabatta (chi sta in una brutta situazione economica).
    10. Cercà Maria pe’ Roma = Cercare Maria per Roma (quando è difficile trovare qualcosa che si sta cercando).
    11. Troppi galli a cantà, nun se fa mai giorno = Quando parlano in troppi non si arriva mai ai fatti.
    12. A chi tocca nun se ‘ngrugna = A chi tocca tocca, non deve prendersela.
    13. Quello che nun strozza ‘ngrassa = Ciò che non uccide rende più forte.
    14. Becca ‘sti spicci = Tieni queste monete (quando riesci in un’impresa difficile).
    15. Ogni maravija dura tre giorni = Ogni meraviglia dura tre giorni (anche le cose più belle stancano dopo un po’).
    16. Er gobbo vede la gobba dell’artri gobbi, ma nun riesce a trovasse la sua = Il gobbo vede la sua gobba, ma non quella degli altri (chi vede i difetti degli altri ma non i propri).
    17. Chi nasce tonno nun po’ morì quadro = Chi nasce tondo non può morire quadrato (nessuno può cambiare la sua natura).

 

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