Tra il cemento della Tangenziale Est e un promontorio dove la macchia mediterranea si interrompe di colpo, a picco sul mare, ci sono 270 chilometri e meno di 3 ore di guida. In mezzo: l’A24, l’A14 e un autogrill di troppo. In fondo: Punta Aderci, vicino Vasto, una delle spiagge più belle che si possano raggiungere partendo da Roma in mattinata.
È quel tipo di posto che ti fa capire perché ogni estate finisce dritto negli elenchi delle più belle spiagge d’Italia. Niente lidi attaccati uno all’altro, niente fila per il lettino: una riserva naturale di 285 ettari dove arrivi e, semplicemente, c’è il mare.
Sabaudia, Sperlonga, Gaeta, il Circeo sono tutti posti meravigliosi. Ma c’è un momento, di solito verso luglio, in cui anche il litorale laziale comincia a stare stretto e l’idea di guidare un’oretta in più per cambiare regione diventa la mossa giusta. Punta Aderci è esattamente quella mossa lì.
Cosa rende Punta Aderci diversa dalle solite spiagge vicino Roma

La Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci è un susseguirsi di cose che di solito non stanno insieme: spiagge di sabbia dorata, calette di ciottoli, falesie a strapiombo e sentieri di campagna che corrono in alto, sopra il mare. Tutto nello stesso pezzo di costa.
Il cuore della riserva è la spiaggia di Punta Penna: ampia, dorata, con le dune alle spalle e un’acqua così pulita che ci nidificano le tartarughe Caretta caretta. Non è un modo di dire da brochure, è cronaca abbastanza recente di queste coste.
Qui siamo nel Parco della Costa dei Trabocchi, e i trabocchi sono il dettaglio che resta impresso: antiche macchine da pesca di legno, palafitte protese sull’acqua come ragni buoni, che oggi in molti casi sono diventate ristoranti.
Cenare su un trabocco al tramonto vale, da solo, metà del viaggio.
Il faro che quasi nessuno si aspetta
Sopra Punta Penna c’è un primato che spiazza chi arriva per la prima volta. Il Faro di Punta Penna, costruito ai primi del Novecento e alto 70 metri, è il secondo faro più alto d’Italia: lo batte solo la Lanterna di Genova. Una specie di grattacielo bianco piantato in mezzo alla natura, che domina il Golfo di Vasto.
È il genere di posto che, se ti piace tornare con foto che non ha già fatto chiunque, ti ripaga eccome. E rende l’idea del perché qui chiamano questo tratto “la Scozia d’Abruzzo”: verde, vento, scogliere e quel senso di confine del mondo a due ore e mezza dal Grande Raccordo.
Punta Aderci: cosa sapere prima di partire (novità per l’estate 2026)
Punta Aderci, in questo momento, è una bellezza fragile in senso letterale, e prima di partire conviene saperlo.
Da marzo 2025 un movimento franoso ha aperto una voragine lungo il tracciato dell’ex ferrovia adriatica, dove corre la Via Verde, la pista ciclopedonale della Costa dei Trabocchi. A oltre un anno di distanza il tratto è ancora interrotto, e le piogge dei mesi scorsi hanno solo peggiorato le cose. Per il ripristino si parla di una stima intorno ai 4 milioni di euro: tradotto, non è una cosa che si risolve in un weekend.
La buona notizia: la spiaggia di Punta Penna resta la meta più gettonata della riserva e continua a offrire un mare splendido. Serve solo verificare prima quali tratti della Via Verde e quali aree sono effettivamente accessibili, rispettare i divieti e non fare i furbi sotto le falesie. La natura qui non sta scherzando.
Come arrivarci da Roma (senza sorprese)
🚗In auto è la soluzione più rapida: circa 265 km e circa 3 ore, A24/A25 fino a collegarsi all’A14 Adriatica, uscita Vasto Nord. Il pedaggio si aggira sui 25-26 euro a tratta.
🚆 Senza macchina si arriva in treno alla stazione di Vasto-San Salvo e poi si prosegue con bus o navette verso la spiaggia di Punta Penna.
Il consiglio: partire presto, portarsi acqua e ombra perché la riserva è natura vera e i servizi sono ridotti all’osso, e mettere in conto una cena su un trabocco prima di rientrare. Per una volta vale la sveglia all’alba.