Piazza Mazzini, dal passato al presente
Il recente intervento di riqualificazione di piazza e viale Mazzini rappresenta un importante ponte tra passato e presente, unendo il rispetto per la storia e l’identità del quartiere Prati con le esigenze contemporanee di sostenibilità, funzionalità e qualità urbana.
Nel passato, piazza Mazzini era un luogo caratterizzato da una natura rigogliosa. Il viale, spesso poco illuminato e oscurato dalla vegetazione, non offriva la vivibilità e la sicurezza desiderate dalla comunità. La storica fontana monumentale, inaugurata nel 1926 e simbolo della piazza, aveva perso parte del suo splendore, necessitando di un intervento di restauro fondamentale.

Com’è diventata Piazza Mazzini a Roma
Oggi, grazie a un progetto complesso e integrato, la piazza è stata trasformata in un ambiente pubblico rigenerato e contemporaneo. Le potature mirate, l’abbattimento sicuro di alberi compromessi e la piantumazione di 130 nuovi alberi di specie native come lecci, cipressi e pini, hanno ridato vigore e armonia al patrimonio verde, ora più sano e funzionale.
Viale Mazzini ha ricevuto una nuova pavimentazione in conglomerato bituminoso modificato, una soluzione moderna che coniuga estetica e sostenibilità riducendo l’effetto isola di calore, migliorando così il comfort per i pedoni.
Il cuore storico della piazza è stato ripristinato con il magnifico restauro della fontana progettata da Raffaele De Vico, restaurata con meticolosità nei suoi dettagli architettonici e scultorei, donandole nuovamente il ruolo di fulcro scenografico e simbolico della piazza.
La riqualificazione del verde cittadino in numeri:
- 130 nuovi alberi
- 730 metri lineari di siepi ornamentali (laurus nobilis e pittosporum tobira)
- 220 piante per impollinatori nelle aiuole romboidali
Verso il futuro
Un elemento distintivo del futuro sarà la trasformazione degli spazi un tempo asfaltati e degradati in aree verdi permeabili, con prati, arbusti e nuove piante, incrementando la resilienza climatica e il corridoio ecologico verso la Riserva Naturale di Monte Mario, secondo il modello innovativo della “città spugna”.