Chi ha aspettato l’autobus a Piazza dei Cinquecento in un pomeriggio di luglio conosce quella sensazione: l’asfalto che ti restituisce il caldo, zero ombra, il sudore prima ancora di salire sul bus. È proprio lì, nel piazzale più rovente e cementificato della città, che potrebbe arrivare una delle novità più curiose dell’estate romana.
Si chiama Albero Bioclimatico ed è, di fatto, un condizionatore naturale: una struttura che promette fino a 10 gradi in meno senza consumare un solo watt. Il Campidoglio la sta valutando per lo slargo davanti a Termini, accanto ai nuovi accessi della metro B.
Come funziona (e perché non è un semplice nebulizzatore)

Il principio è antichissimo e si chiama raffrescamento adiabatico. Al cuore della struttura c’è un cilindro in laterizio riciclato tenuto costantemente umido: l’acqua evapora, assorbe il calore dell’aria e restituisce un flusso più fresco che viene spinto verso il basso.
Niente motori, niente gas refrigeranti, niente corrente. La stessa logica che rinfrescava i palazzi dell’antico Egitto e la Fortezza della Zisa a Palermo, riscritta in chiave contemporanea.
Perché proprio a Piazza dei Cinquecento

La scelta del posto non è casuale. L’idea era nata per Piazza San Pietro, ma è davanti a Termini che trova la sua ragione: quello slargo è una delle isole di calore più feroci della Capitale, tutto pietra chiara e asfalto, senza un filo d’ombra.
Ci passano ogni giorno migliaia di persone — pendolari, turisti col trolley, chi aspetta il bus alla rotatoria dei taxi — sotto il sole pieno. Nelle ondate di caldo non è una questione estetica ma di salute, soprattutto per i più fragili.
La riqualificazione della piazza, a dire il vero, un po’ di verde lo prevedeva. Ma sopra la soletta della metro B gli alberi ad alto fusto non si possono mettere a dimora, e la foresta urbana promessa per l’area si è comunque ridotta strada facendo. Ecco perché lì, dove servirebbero chiome vere, si ragiona su un albero artificiale che prova a fare il loro lavoro.
Un progetto da 500mila euro (che va ancora approvato)
Qui arriva la parte che chi vive a Roma e conosce l’iter infinito dei progetti cittadini vuole sapere davvero. L’Albero Bioclimatico è un progetto innovativo promosso da Wittfrida Mitterer, direttrice del Master in Bioarchitettura della LUMSA, con l’ingegneria climatica di Transsolar e lo studio tedesco Haas Cook Zemmrich.
Non è ancora cosa fatta: il Campidoglio deve completare gli approfondimenti tecnici ed economici, per un costo stimato attorno ai 500mila euro. E quei 10 gradi in meno riguardano il microclima attorno alla struttura, non l’intera piazza raffreddata di colpo.
L’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi ha definito il progetto “innovativo e accattivante”. Per ora resta un prototipo, ma è tra le notizie su Roma che fanno più discutere in questi giorni, perché pone una domanda destinata a tornare ogni estate: come si progetta una piazza nell’epoca dei 40 gradi?