Era il 1990 quando alcuni abitanti dell’Isola di Pasqua vennero a Vitorchiano per promuovere il restauro delle loro antiche statue: i Moai. La famiglia Atan, composta da 19 persone originarie di Rapa Nui, realizzò presso la cava di peperino Anselmi il primo originale Moai fuori dal suo territorio.
La costruzione del MOAI e come vederlo
A 90 km da Roma, appunto a Vitorchiano, emerse una statua lunga più di 6 metri. Questa città laziale ospitò la famiglia di Rapa Nui con grande calore; il clan era il discendente diretto degli “uomini dalle lunghe orecchie”. Ogni villaggio aveva un Moai e se cadeva, il villaggio veniva spostato perché non era di buon auspicio.
I rappresentanti della tredicesima generazione di uomini dalle lunghe orecchie — come venne riportato dal servizio RAI degli anni 90 — sanno costruire i Moai e sanno, soprattutto, quale significato profondo hanno nella storia e nella tradizione dell’Isola di Pasqua.

La pietra locale, chiamata Peperino, venne usata per la costruzione e, anche se più dura, somiglia in maniera straordinaria alla pietra vulcanica dell’Isola di Pasqua con cui sono realizzati i Moai originali. Per la realizzazione della statua usarono le stesse tecniche e gli stessi strumenti.
Il Moai venne messo al centro di Piazza Umberto I (successivamente spostato). Da quel momento fu un pellegrinaggio continuo di turisti che venivano ad ammirare il gigante di pietra e ad avvicinarsi per toccarlo; secondo le credenze antiche, chi accarezzava il suo ombelico poteva ricevere fortuna.
Dove: Strada Provinciale 23 della Vezza, 19, 01030 Vitorchiano (VT).
Curiosità: nel 1267 Vitorchiano giurò fedeltà eterna a Roma. All’ingresso troverai la Statua di Marzio, un pastorello che, secondo la leggenda, corse fino a Roma per avvertire dell’imminente attacco dei Viterbesi, salvando la città.