Esiste un luogo, a meno di due ore d’auto dal GRA, dove un architetto milanese ha passato 25 anni a costruire una città-teatro fatta di sette anfiteatri, torri e labirinti, lasciandola di proposito incompiuta. Si visita solo su prenotazione, costa 15€ in contanti e si trova nascosta nei boschi dell’Umbria a Montegabbione: si chiama La Scarzuola.
Cos’è La Scarzuola e perché è così particolare
Non è un museo, non è un parco, non è un borgo. La Scarzuola è una “macchina teatrale” in pietra, costruita su un convento francescano del Duecento e pensata come una città ideale piena di simboli esoterici.
L’idea l’ha avuta Tomaso Buzzi, architetto e designer di Sondrio formatosi a Milano negli anni delle riviste Domus e Stile. Nel 1957 acquistò i ruderi del convento e iniziò a costruirci sopra il suo personale “sogno di pietra”.
Dalla capanna di San Francesco al sogno di Tomaso Buzzi
Il sito è citato per la prima volta in una cronaca del 1218: secondo la tradizione, qui San Francesco d’Assisi avrebbe costruito una capanna con la scarza, una pianta palustre da cui prende il nome il luogo, e avrebbe piantato una rosa e un alloro da cui sgorgava acqua miracolosa.
Sul punto sorse poi un convento francescano del XIII secolo, parzialmente abbandonato nell’Ottocento. È in questo stato di rovina romantica che Buzzi lo trova quando lo compra.
L’architetto lavora alla sua “città-teatro” per oltre vent’anni, fino alla morte nel 1981. La eredita il nipote Marco Solari, che ancora oggi continua il progetto e accompagna personalmente ogni visita guidata. Sì, ti accoglie davvero lui.
Cosa vedere alla Scarzuola: i 7 teatri, la Torre di Babele e l’Acropoli
Buzzi parlava esplicitamente di “città-teatro”: sette scene teatrali sovrapposte, ciascuna ispirata a un luogo simbolo della storia dell’architettura. Tra le citazioni: Villa Adriana a Tivoli, il Pantheon, il Partenone, il Colosseo, l’Arco di Trionfo, il Tempio di Vesta e le Piramidi.
Sopra ai teatri svetta l’Acropoli, un grappolo di archetipi che culmina in una piccola Torre di Babele – pensata da Buzzi come simbolo della vanità – e in un colossale torso femminile in pietra che rappresenta la lussuria.
Il riferimento colto dichiarato è l’Hypnerotomachia Poliphili, romanzo allegorico di Francesco Colonna del 1499: un viaggio iniziatico tra sogno, amore ed enigmi che Buzzi ha tradotto in architettura.
Perché La Scarzuola è (volutamente) incompiuta

Buzzi non l’ha lasciata a metà per stanchezza o per mancanza di fondi. L’incompiuto è parte del progetto: una città ideale che si conclude smette di essere ideale, perché diventa reale.
Marco Solari, oggi, prosegue i lavori con lo stesso principio: aggiunge, modifica, ma non chiude. Il caos controllato è il punto.
Quando aprono le visite alla Scarzuola e quanto costa il biglietto?
La Scarzuola è una proprietà privata e si visita esclusivamente su prenotazione, con visita guidata condotta dallo stesso Marco Solari. Le visite si svolgono al sabato e alla domenica, con alcune eccezioni in giornate speciali, e generalmente al mattino.
Il biglietto costa 15€ (stagione 2026) e si paga in contanti all’ingresso: niente carte, niente bancomat. Bambini fino a 14 anni: gratis. È possibile anche pagare online con carta o PayPal. In questo caso va stampata la ricevuta e portata all’ingresso.
La visita dura tra un’ora e mezza e due ore e si svolge quasi interamente all’aperto, quindi scarpe comode obbligatorie soprattutto se piove.
Per prenotare bisogna passare dal sito ufficiale lascarzuola.it, scrivere a info@lascarzuola.com o chiamare il numero +39 0763 837463. I posti sono pochi e in alta stagione si esauriscono con settimane di anticipo.
Vale la pena visitare La Scarzuola in giornata da Roma?
Se siete il tipo che si annoia ai soliti weekend a Sperlonga o ad Anzio, sì. La Scarzuola non è un posto “instagrammabile e via”: è un’esperienza guidata, lenta, fatta di racconto e simbolismo. Funziona meglio se ci si arriva preparati.
Conviene combinarla con un pranzo a Montegabbione o una sosta a Orvieto, che resta a 25 minuti d’auto: si trasforma facilmente in una gita fuori porta da Roma di una giornata piena.
Come arrivare a La Scarzuola da Roma in auto
🚗 In auto è la scelta praticamente obbligata: il complesso è isolato e i trasporti pubblici fino al cancello non esistono.
Da Roma Nord si prende l’A1 in direzione Firenze, si esce a Fabro (circa 130 km dal GRA) e si prosegue per altri 7 km verso Montegabbione. Superato il borgo, un cartello sulla destra indica La Scarzuola: gli ultimi due chilometri sono di strada bianca, sterrata ma percorribile anche con un’utilitaria.
🕐 Tempo totale dal GRA: circa 1 ora e 50 minuti / 2 ore. Distanza totale: circa 145 km.
📍 Indirizzo da inserire nel navigatore: Vocabolo La Scarzuola, 05010 Montegabbione (TR).