Il 18 luglio i Bluvertigo hanno spento le luci delle Capannelle e con loro il Rock in Roma. Di solito è il segnale: la città si svuota, i club abbassano la saracinesca fino all’autunno e chi resta si arrangia con una playlist e un ventilatore.
Quest’anno no. Il Roma Summer Fest 2026 continua fino al 15 settembre all’Auditorium Parco della Musica e, a inizio agosto — il momento in cui la Capitale è più deserta — il Parco Schuster ospita una giornata intera dedicata ai suoni pesanti. In mezzo ci sono una leggenda dell’heavy metal britannico, una band di culto americana in una delle sue due sole date italiane, i re dello stoner californiano alla loro prima volta a Roma.
Qui sotto trovi i prossimi concerti rock a Roma fino a metà settembre. Rock inteso in senso largo — chitarre, discendenza, pubblico che al rock ci si riconosce — perché è così che si ascolta oggi, e perché altrimenti mezza scena resterebbe fuori. Nove serate, tre luoghi diversi: leggi bene dove si va, non è sempre lo stesso posto.
Fantastic Negrito
Tre Grammy per il miglior album blues contemporaneo, un passato turbolento e una voce che racconta ogni ferita con stile: Xavier Dphrepaulezz porta un blues sporco, elettrico, attraversato da soul e punk, e arriva con il nuovo Alive!, registrato dal vivo e uscito a metà luglio. Ad aprire la serata ci sono Il Muro del Canto: accostamento inatteso e perfetto, il blues di Oakland e il cantautorato popolare romano nello stesso parco, per una serata che anche gli amanti del rock apprezzeranno. Posto a sedere.
Elio e le Storie Tese
Il tour 2026 di Elio e le Storie Tese si chiama à la carte e non è un modo di dire: il pubblico vota online i quindici brani che vuole sentire, e il menù cambia da città a città. Dietro l’apparente idiozia dei testi si nasconde una delle formazioni più attrezzate mai uscite dall’Italia — cambi di tempo assurdi, citazioni progressive, cori a cinque voci eseguiti alla perfezione mentre si canta di un tapiro. Se hai un pezzo del cuore da rivendicare, questa è l’unica occasione dell’anno per farlo pesare.
Roma Stone Fest: Fu Manchu
Attenzione alla sede: il festival era annunciato a Villa Ada e si è trasferito al Parco Schuster. I biglietti già comprati restano validi senza alcuna procedura, ma diverse pagine online riportano ancora il vecchio indirizzo.
Detto questo, è il colpo grosso tra i concerti di agosto a Roma nel 2026 per chi ama il suono pesante. I Fu Manchu arrivano per l’unica data italiana e per il loro primo concerto in assoluto nella Capitale: trent’anni di stoner californiano fatto di skate, muscle car, van customizzati e deserto, con un riffing così denso che sembra registrato sott’acqua. Con loro gli Stoned Jesus, ucraini, tra le realtà più solide dello stoner psichedelico europeo, anche loro alla prima romana. A completare la giornata quattro band italiane — Aganor, Ira del Baccano, Gorilla Pulp e Fuzz Populi — per un flusso continuo di musica distorta dal pomeriggio a notte fonda. Prevendite su DICE.
Djo (già sold out)
Non è rock e non lo pretende — è synth-pop psichedelico — ma Djo, il progetto di Joe Keery, lo Steve Harrington di Stranger Things, il 24 agosto riempie la Cavea e va citato perché è la data che ha esaurito i biglietti per prima in tutto il cartellone. Se speravi di andarci, la scheda ufficiale al momento dà sold out: prova su canali alternativi come gruppi sull’artista o dedicati al Roma Summer Fest, magari qualcuno è costretto a rivendere un biglietto già acquistato e tu puoi approfittarne.
Wilco
Il formato di questo concerto si chiama An Evening with Wilco e mantiene la promessa: la band di Jeff Tweedy occupa l’intera serata con due set completi separati da un breve intervallo, senza gruppi di apertura. Trent’anni di catalogo da cui pescare, con attenzione particolare alle riedizioni di The Whole Love e A Ghost Is Born e al materiale più recente. L’altra tappa italiana è a Mantova, il giorno successivo. Non ce ne sono altre.
Hermanos Gutiérrez
Il concerto era annunciato in Cavea ed è stato spostato in Sala Santa Cecilia, con data e orario invariati. Chi ha già il biglietto lo tiene valido e riceve il nuovo posto via mail. Due fratelli svizzero-ecuadoriani, nessuna voce, soltanto chitarre che disegnano paesaggi vasti e polverosi come colonne sonore di western mai girati: dopo Sonido Cósmico arrivano per la prima volta al Roma Summer Fest, e il chiuso, per un suono costruito sui silenzi, non è affatto una perdita.
Levante

Claudia Lagona ha costruito in poco più di dieci anni un repertorio capace di tenere insieme cantautorato e chitarre elettriche senza sacrificare l’uno alle altre. Era tra gli ospiti alla presentazione del festival in Campidoglio, il che dice quanto la sua serata pesi nell’equilibrio del cartellone. Unica avvertenza: questa data è in formato seduto, a differenza delle due che la seguono.
Judas Priest
Se in questa lista c’è un evento che giustifica un viaggio da fuori Roma, è questo. Rob Halford e i suoi hanno praticamente inventato l’immaginario dell’heavy metal — il cuoio, le borchie, le chitarre gemelle — e con oltre cinquant’anni di carriera, cinquanta milioni di dischi venduti e l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2022 arrivano a Roma con il Faithkeepers Tour. Serata in piedi: il travertino di Renzo Piano incontra qualcosa per cui non era stato progettato.
I Cani
Niccolò Contessa ha raccontato le feste sbagliate, le relazioni finite male e un certo disagio borghese meglio di chiunque altro, poi è sparito lasciando dischi diventati oggetto di culto. Il festival parla apertamente del ritorno di una delle voci più influenti dell’indie italiano, e il doppio appuntamento — entrambe le serate in piedi — ha il sapore preciso dell’evento generazionale. Prevedibilmente la data più emotiva del gruppo.