A Roma basta spostarsi di pochi isolati, prendere un autobus da zona Parioli verso Labaro, e il mondo cambia. Non è solo una sensazione: è un dato certificato.
La piattaforma editoriale Withub ha deciso di trasformare i numeri aridi in una storia vivente, creando una mappa interattiva basata sulle dichiarazioni dei redditi 2024 (anno di imposta 2023), forniti dal Ministero dell’Economia. Questa mappa permette di esplorare, quartiere per quartiere, i redditi dichiarati degli italiani a livello di CAP postale.
Il risultato è una radiografia spietata della Capitale che non lascia tregua alle illusioni urbanistiche: il tuo codice postale come una carta d’identità economica, dove il numero che precede il tuo indirizzo racconta al resto di Roma quanto guadagni, che lavoro fai, quali opportunità hai davanti.
Pinciano: il quartiere di Roma dove vive chi guadagna di più
Il Pinciano non è un’invenzione della pubblicità immobiliare. È il numero uno della classifica romana dei redditi, e i numeri non tradiscono. Con un reddito medio dichiarato di 71.916 euro annui, il quartiere situato a nord-est del centro storico, tra le Mura Aureliane e via Salaria, non solo domina Roma, ma rappresenta il simbolo della ricchezza concentrata.
È uno di quei posti dove il codice postale 00197 non è solo un’indicazione geografica, ma quasi una dichiarazione di status sociale.
Subito dietro il Pinciano troviamo un gruppetto di quartieri aristocratici che premono sul podio:
- Ludovisi con 65.616 euro,
- il Centro Storico tra Trevi, Colonna e Campo Marzio con 65.616 euro,
- Salario con 60.861 euro.
Non è difficile capire perché questi quartieri si contendono i primi posti: stradine che ricordano la bellezza del Grand Tour, palazzi storici che hanno ospitato ambasciatori, villas che sembrano uscite da un dipinto dell’Ottocento.
Ma c’è un dettaglio che la maggior parte della gente non sa: tra il Pinciano e il quartiere meno ricco di Roma c’è un divario di oltre 55.000 euro. Non è una differenza. È un abisso che divide la città in due universi paralleli, dove le regole economiche funzionano in modo radicalmente diverso.
Quartiere Pinciano: cosa vedere tra lusso e cultura

Ma il Pinciano non è solo un numero su un modello F24. È una delle zone più raffinate e affascinanti di Roma, nata ufficialmente nel 1921. Se decidi di farci un giro – magari per sognare un po’ davanti a qualche villino d’epoca – sappi che ti trovi in un museo a cielo aperto.
Ecco cosa non puoi assolutamente perdere se passi da queste parti:
- Villa Borghese: il cuore verde di Roma è tecnicamente qui. Puoi passeggiare tra i viali che hanno ospitato nobili e artisti per secoli.
- Galleria Borghese: uno dei musei più importanti al mondo. Se vuoi vedere cos’è la vera ricchezza (quella artistica), Bernini e Caravaggio ti aspettano.
- Architettura eclettica: il quartiere è un mix di stile neo-barocco, razionalista e villini signorili dei primi del Novecento che sembrano usciti da una pellicola di alta classe.
- Via Pinciana e Via Paisiello: le strade dove le ambasciate e i palazzi d’epoca definiscono un profilo urbano che non ha eguali per compostezza e prestigio.
Il Divario: come Roma si divide tra ricchi e poveri
Ecco il nocciolo duro della storia. Roma è una città dove il reddito non è distribuito in modo fluido tra centro e periferia. È piuttosto come se ci fosse una linea divisoria netta, e da un lato del confine le persone guadagnano quasi il triplo che dall’altro.
Nel Municipio I (centro storico e Prati) il reddito medio dichiarato si attesta intorno ai 37-39 mila euro. Nel Municipio II (Parioli, Flaminio, Salario, Trieste, Nomentano, Pinciano) si sale a 41-43 mila euro. Questi sono numeri che già raccontano la storia di una Roma benestante, dove gli insegnanti, i professionisti, i commercianti di lusso, vivono confortevolmente.
Poi scendi verso il VI Municipio (Tor Bella Monaca, Ponte di Nona, Borghesiana, Torre Maura) e il reddito medio precipita a 17-18 mila euro, con punte ancora più basse in alcuni CAP. Non è questione di settore economico. Non è questione di industria. È il risultato di decenni di scelte urbanistiche, di onde migratorie, di investimenti pubblici concentrati in determinati poli.
La forbice è così aperta che chi abita al Pinciano e chi abita a Labaro (reddito medio intorno ai 22 mila euro) vivono due vite economicamente incompatibili.
Persino all’interno della stessa zona Nord, il quadro è complicato: Vigna Clara-Tor di Quinto-Ponte Milvio-Fleming si attesta poco oltre i 50 mila euro, mentre Labaro non raggiunge i 22 mila.
Una città spaccata: i quartieri più poveri di Roma
Mentre il Pinciano celebra i suoi 71.916 euro, c’è un’altra Roma che sussurra cifre ben diverse. È la Roma che non arriva alla fine del mese. Non la Roma che si lamenta dei prezzi al ristorante. Una Roma dove le scelte economiche sono tutte in negativo, dove i bilanci domestici sono sempre in rosso.
Il quartiere con il reddito medio più basso è Cecchignola/Acilia Nord/Casal Palocco (CAP 00119), con un reddito medio dichiarato di soli 16.611 euro annui.
Seguono, sempre nei bassi piani della classifica: Labaro con 22 mila euro, Giustiniana con 27 mila euro, Prima Porta con 33 mila euro.
Se pensi che Roma Nord sia tutta benestante, scopri che non è proprio così. Il quadrante nord-ovest, al di là di zone come Vigna Clara e Fleming, cela zone di reddito sensibilmente più basso, quartieri che si sentono dimenticati.
Nel VI Municipio, la situazione è ancora più complicata: Tor Bella Monaca, Torre Angela, Borghesiana hanno redditi medi tra i 17 e i 19 mila euro. Questi sono i numeri dei problemi sociali, della disoccupazione giovanile più alta della media, della minore scolarità, della concentrazione di famiglie a rischio povertà.
In conclusione, la mappa di Withub non ci dice solo quanto guadagnano i romani, ma ci racconta una città frammentata.
E tu, hai già controllato la posizione del tuo CAP? Pensi che la tua zona meriti di più o i dati rispecchiano quello che vedi ogni giorno uscendo di casa?