Il 5 settembre L’Elementare inaugura la sua sesta sede a Roma, in piazza Santa Maria Consolatrice 1, a Casalbertone. Circa sessanta coperti distribuiti su tre vetrine, con cementine colorate e luci calde che si affacciano su una piazza popolare ancora molto vissuta — uno di quei pezzi di città che raramente finisce nelle narrazioni turistiche, ma che racconta una Roma reale e riconoscibile.
La scelta di Casalbertone non è casuale. L’Elementare seleziona le sue location non solo per il potenziale economico, ma perché siano “luoghi vivi, capaci di creare relazioni e raccontare un pezzo di Roma”, come spiega la proprietà. Questa sarà l’ultima apertura seguita nel dettaglio direttamente da Federico Feliziani, co-fondatore del progetto insieme a Mirko Rizzo: per il futuro, l’estetica del marchio è stata affidata al Naessi Studio.
Da un’estate di Parco Appio a sei indirizzi romani

Era il 2020 quando Feliziani e Rizzo — il primo già imprenditore nella ristorazione e nella birra artigianale, il secondo reduce dal progetto 180gr — decisero di proporre una pizza romana al piatto semplice, stagionale, senza sovrastrutture. Doveva durare una sola stagione. Il successo dei romani li ha convinti a investire nella prima sede di Trastevere, e da lì la crescita non si è più fermata: oggi il gruppo conta quattro sedi fisse (Trastevere, Tuscolana, Testaccio, San Giovanni), un servizio di delivery, un laboratorio e la storica sede stagionale di Parco Appio. Tutto senza l’ingresso di fondi esterni, per mantenere controllo sulle scelte e sulla cultura aziendale.
I numeri parlano chiaro: in quattro anni di sviluppo L’Elementare ha superato i 10 milioni di euro di ricavi cumulati; nel 2025 il fatturato ha oltrepassato i 6 milioni di euro, con una crescita del 25% sull’anno precedente. Il gruppo occupa più di 90 persone e si è strutturato con funzioni dedicate ad amministrazione, operations, risorse umane e comunicazione. Nel 2025 è entrata al 28° posto nella 50 Top World Artisan Pizza Chains, ricevendo anche il premio One to Watch.
Il menu: le classiche e le pizze speciali per Casalbertone
La carta propone i titoli che hanno costruito l’identità del brand — dalla Margherita alla Napoli, dai Fiori e Alici alla Boscaiola — insieme alle creazioni più iconiche: la Marinara Doppia con pomodoro giallo, alici e peperoncino; la Datte Foco con ‘nduja, ventricina e provolone del Monaco; la Parmigiana de Noantri con melanzane, stracciatella di burrata e pomodorini semidry; l’Amatriciana di Cibaria e la Bello de Nonna con sugo di polpette, basilico e grana.
Per la nuova sede, il menu includerà anche alcune pizze speciali dedicate a Casalbertone, pensate per interpretare il carattere popolare del quartiere attraverso ingredienti e abbinamenti creati appositamente per questo indirizzo.