Un drastico cambio di scenario meteorologico sta per interessare l’Italia. Dopo giorni di stabilità garantiti da un promontorio anticiclonico ormai in cedimento, il Paese si prepara a essere investito da imponenti nuvole di polvere provenienti dal deserto del Sahara.
Il picco è previsto per lunedì 13 aprile
Il fenomeno, descritto dal meteorologo Daniele Ingemi, raggiungerà il suo apice nella giornata di lunedì 13 aprile. La causa di questa “invasione” sabbiosa è una depressione in risalita dal Nord Africa verso la Sardegna, prevista per domenica 12 aprile. Questa perturbazione attiverà forti venti di Scirocco, con raffiche superiori ai 50-60 km/h, capaci di sollevare grandi quantità di pulviscolo desertico verso la media troposfera.
Grazie anche alla spinta dei rilievi dell’Atlante, queste particelle viaggiano per migliaia di chilometri offuscando i cieli del Mediterraneo. Le prime regioni a essere colpite domenica saranno Sardegna, Sicilia e Calabria; da lunedì, la polvere si estenderà al resto d’Italia.

Lunedì 13, al Nord e sulle coste tirreniche, la pioggia catturerà le particelle portandole al suolo sotto forma di macchie gialle o marroni su auto e terrazzi. Nelle aree senza precipitazioni, i granelli si accumuleranno per semplice sedimentazione sulle superfici esposte. Martedì 14 aprile, le piogge si sposteranno verso il Centro-Sud e le Isole, causando accumuli di polvere ancora più consistenti al suolo.
Oltre ai disagi estetici, Meteored segnala potenziali rischi per la salute: l’alta concentrazione di particelle fini PM2,5 può irritare le vie respiratorie e aggravare patologie polmonari preesistenti.
Nonostante i problemi alla visibilità e alla qualità dell’aria, il trasporto di polvere sahariana svolge un ruolo vitale per l’ambiente. Il ferro contenuto nella polvere favorisce la fotosintesi del fitoplancton, agendo come nutriente per gli oceani e studi della NASA confermano che queste nubi cariche di fosforo attraversano l’Atlantico per fertilizzare persino la foresta amazzonica.