Aveva vissuto in una villa al Celio di quasi mille metri quadrati e in un attico a Palazzo Altieri.
Eppure, per gli ultimi anni della sua vita, Anna Magnani scelse un appartamento di circa 60 metri quadrati in via Margutta, nel rione Campo Marzio.
A 53 anni dalla sua morte, lì dentro c’è ancora tutto: l’Oscar del 1956, i premi, i ritratti. E c’è una stanza che nessuno ha mai toccato.
A mostrare la casa di Anna Magnani è stato AD Italia, con un servizio esclusivo. È rimasta com’era, come se Nannarella fosse uscita un momento e stesse per rientrare.

La custodisce il figlio Luca, architetto, che ci abita ancora oggi, lontano dai riflettori.
Un Oscar senza teca, i premi lungo le scale e una camera da letto che nessuno ha più toccato
Appena varchi la porta, trovi una parete di velluto con la dedica di Bette Davis, scritta quando Bellissima di Visconti fu presentato a New York.
L’Oscar per La rosa tatuata sta lì vicino, all’ingresso, senza teche né cerimonie.
Gli altri premi, dai David di Donatello alla Coppa Volpi fino all’Orso d’Argento di Berlino, sono sparsi lungo le scale costruite apposta per la casa.
La stanza davvero intatta è la camera da letto. Sul comò dell’Ottocento c’è ancora la sua collezione di ceramiche dei suoi adorati gatti e cani.
Dalle pareti la guardano i ritratti firmati da Renato Guttuso e Carlo Levi.
Dalla villa da mille metri quadri all’ex atelier di Picasso: perché Nannarella scelse 60 mq
Tra le case dei vip a Roma, la sua sorprende per quello che non ha: niente parco, niente saloni.
Molti colleghi della Magnani si rifugiavano nelle ville dell’Appia Antica. Lei voleva restare nel cuore della città dov’era cresciuta, in mezzo alla gente, alternando la casa di Roma con la villa al Circeo.
In cambio scelse un ex atelier d’artista su due livelli, con soffitti altissimi e una terrazza affacciata su Villa Medici.
È lo stesso spazio dove soggiornò Picasso mentre preparava le scene di Parade per i Ballets Russes. Un privilegio diverso da quello delle case di lusso a Roma che finiscono negli annunci: qui il valore si misura in storia, non in metri quadri.
Gregory Peck al civico 51 e Fellini qualche portone più in là: via Margutta, la via delle case romane famose

Fuori dal portone, la via è un pezzo di cinema. Al numero 51 c’era l’appartamento di Gregory Peck in Vacanze romane, qui hanno abitato Fellini e Giulietta Masina, e dal 1953 la strada diventa una galleria a cielo aperto con la manifestazione “100 Pittori”.
La casa di Anna Magnani in via Margutta è privata e non si visita, ed è giusto così.
Ma la prossima volta che tagli tra via del Babuino e il Pincio, rallenta. Da una di quelle terrazze, ogni sera, Nannarella si addormentava guardando i tetti della sua Roma.