Ci sei passato davanti chissà quante volte, salendo da via Veneto verso Porta Pinciana. Via Lombardia 46, una decina di minuti a piedi dalla metro Barberini: un muro di cinta, qualche albero che spunta e nient’altro. Lì dietro c’è Villa Aurora, che a gennaio 2022 il Tribunale di Roma ha messo all’asta con una stima di 471 milioni di euro.
Mica spicci: per i giornali di mezzo mondo era la casa più costosa mai messa in vendita. Il motivo sta su un soffitto, dove si conserva l’unico dipinto murale noto di Caravaggio. Quattro anni dopo, la domanda è una sola: qualcuno se l’è comprata? La risposta passa per una principessa texana e quattro barboncini.
Sei aste, zero offerte e uno sfratto
Alla vigilia dell’asta giravano nomi pesanti, da Bill Gates al sultano del Brunei, e una petizione da oltre trentamila firme chiedeva allo Stato di farsi avanti. Poi, il 18 gennaio 2022, non si è presentato nessuno. E così per altre cinque volte, con il prezzo sceso da 471 a meno di 145 milioni.
Dietro la vendita c’era una lite di famiglia: da una parte i figli del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, morto nel 2018, dall’altra la vedova Rita Jenrette, nata in Texas. A fine aprile 2023 la principessa, che lì viveva da vent’anni, è stata sfrattata. È uscita scortata dai Carabinieri, con i suoi quattro barboncini al seguito.
Quanto vale un soffitto (se è di Caravaggio)
Il Casino dell’Aurora Boncompagni Ludovisi misura circa 2.800 metri quadrati, con il parco stretto tra via Veneto, Porta Pinciana e Villa Borghese. È l’ultimo pezzo rimasto in piedi dell’antica Villa Ludovisi, lottizzata a fine Ottocento per costruire il rione dove oggi magari prendi il caffè.
Fai il conto: 170.000 euro al metro quadro, una cifra che il presidente del FAI Marco Magnifico ha definito esagerata. Tra le case più care di Roma gioca un campionato a parte, e non per i muri. Dei 471 milioni, 310 sono il solo Caravaggio; il resto lo fanno soprattutto il Guercino, con l’Aurora che dà il nome alla casa, e gli altri dipinti murali.
Il dettaglio che quasi nessuno sa
Lo chiamiamo tutti affresco, ma a rigore non lo è: è un olio su intonaco, largo 2,75 metri. Raffigura Giove, Nettuno e Plutone e fu dipinto nel 1597 per il cardinale Francesco Maria Del Monte, il primo a credere davvero in quel ragazzo dal carattere impossibile.
Per secoli se ne erano perse le tracce: riscoperto nel Novecento, è stato il restauro del 1990 a confermarne la paternità. Le opere di Caravaggio in vendita sono già rarissime; questa, in più, non si può staccare dal muro. Chi vuole il dipinto deve prendersi tutta la casa.
Chi ha comprata, alla fine, Villa Aurora?
Nessuno, per quanto se ne sa. A luglio 2023 gli eredi hanno annunciato, come ha riportato Repubblica, di aver chiuso ogni disputa: basta tribunale, la vendita è affidata a un mediatore privato.
Da allora, tra le dimore storiche in vendita a Roma, è la più chiacchierata e la più riservata: di trattative concluse non è trapelato nulla. Il soffitto da 310 milioni aspetta ancora un proprietario.
I Caravaggio che a Roma puoi vedere gratis
Per quello di via Lombardia serve un assegno a nove cifre, per gli altri bastano due passi in centro perché è una delle cose che puoi fare a Roma gratis. A San Luigi dei Francesi trovi le tre tele di San Matteo, a Sant’Agostino la Madonna dei Pellegrini, a Santa Maria del Popolo le due della Cappella Cerasi.
Sei capolavori, ingresso libero. Portati solo una moneta per accendere le luci.