Nel cuore di Roma resiste una capsula del tempo dove il lusso non è urlato, ma sussurrato tra scaffalature in legno e vetrine incorniciate d’ottone. L’insegna storica che da oltre centocinquant’anni veste i romani e che oggi è diventata la meta segreta dello shopping per star internazionali come Zendaya, Dakota Johnson, Jimmy Fallon e icone della musica come Damiano David. L’oggetto del desiderio? Un classico, impeccabile pigiama in puro cotone, venduto a circa 130 euro.
Schostal, una storia di resilienza
La storia di questo tempio dell’abbigliamento intimo e da notte inizia nel dicembre del 1870, subito dopo la Breccia di Porta Pia, nel cuore strategico dello shopping capitolino in via del Corso. Fondata da Lazaro Bloch, torinese di origini ebraiche, l’insegna originale recitava “Alla città di Vienna. Schostal”. Un nome dal fascino nordico e mitteleuropeo che, pur garantendo un’immediata aura di affidabilità asburgica, richiese un’incredibile dose di diplomazia per sopravvivere alle intemperie del Novecento. Nel 1914, il riferimento a “Vienna” scatenò le ire di un gruppo di interventisti. Ma fu nel 1939, con le leggi razziali, che la famiglia Bloch dovette ricorrere a un vero colpo di genio. Le autorità fasciste intimarono la rimozione dell’insegna, sospettando la matrice ebraica del nome. I fratelli Bloch si opposero strenuamente, sostenendo che “Schostal” non fosse il loro cognome, ma un preesistente acronimo commerciale francese: Società Commerciale Hongroise Objets Soie Toile Articles Lainage. L’astuzia funzionò e l’insegna rimase al suo posto.
L’insegna oggi
Giunto alla quarta generazione della famiglia Bloch, il negozio conserva intatta la sua fisionomia originaria. Entrare da Schostal significa passeggiare tra banchi di vendita antichi — la cui unica concessione alla modernità è una copertura in vetro — e scansie semplici e funzionali da cui emergono scatole di maglie e camicie impilate con cura chirurgica.
Questo rigore estetico è lo specchio dell’etica della famiglia, incarnata alla perfezione da Giorgio Bloch a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Commerciante ma soprattutto uomo di grande cultura, trasformò il suo minuscolo ufficio di due metri quadrati in un crocevia per artisti, musicisti e drammaturghi. Conservava dediche illustri: da Luigi Pirandello (“All’amico Bloch”) ad Alfredo Casella (“Al salvatore dei musicisti”).
Oggi, il richiamo di quella stessa eleganza rassicurante ha superato i confini romani. Tra i listelli d’ottone e il garbo del servizio, le celebrità di Hollywood abbandonano le boutique ultra-moderne per acquistare il comfort di un pigiama in puro cotone.
Dove: Via della Fontanella di Borghese 29.