C’è un motivo se ogni weekend migliaia di romani si alzano all’alba con uno zaino in spalla e un paio di scarpe da trekking ai piedi: il Lazio, quello vero, è uno dei territori più sorprendenti d’Italia per chi ama stare all’aperto. Vulcani spenti trasformati in laghi blu, foreste fitte dove il tempo sembra essersi fermato, canyon di tufo che sembrano usciti da un film, vette da cui si vede il mare.
Se sei un impavido escursionista o se questo mondo ti incuriosisce e stai cercando dove fare trekking nel Lazio, sei nel posto giusto. In questa guida trovi i percorsi più belli, originali e fotogenici: dai sentieri etruschi a due passi dalla città ai laghi alpini dell’Appennino, passando per foreste vulcaniche e città fantasma. Scoprirai sicuramente qualcosa di inaspettato, garantito.
Parco di Veio – Trekking ad anello dalla Cascata della Mola
A venti minuti dal raccordo c’è un posto che sembra uscito da un’altra epoca: il Parco di Veio. Il trekking ad anello parte dalla Cascata della Mola di Veio e si snoda tra prati aperti, il Ponte Sodo etrusco e le tombe rupestri lungo il fiume Cremera. Facile, circa 10 km con 130 m di dislivello, adatto a tutti. Il Santuario di Portonaccio si visita gratuitamente lungo il percorso. È uno di quei posti da cui torni chiedendoti come hai fatto a non andarci prima.
WeRoad propone un evento in gruppo il 31 maggio 2026.
📍 Parcheggio Mola di Veio – Via Riserva Campetti 1, Roma (RM)
Sentiero degli Inferi – Cascate di Cerveteri

Non farti scoraggiare dal nome: questo sentiero ad anello vicino a Cerveteri è uno dei più affascinanti del Lazio, e vale ogni passo. Si cammina letteralmente tra il mondo dei vivi e quello dei morti – la Via degli Inferi era un’arteria rupestre etrusca scavata nel tufo per collegare le necropoli alla città. Lungo il percorso si incontrano cinque cascate, un cunicolo idraulico (la Galleria degli Inferi) e infine la Necropoli della Banditaccia, patrimonio UNESCO. Circa 14 km, dislivello contenuto, livello facile-medio. Gratuito.
📍 Via della Necropoli della Banditaccia, Cerveteri (RM)
Valle dei Calanchi – Civita di Bagnoregio

Se cerchi un paesaggio aesthetic e straniante, difficile fare di meglio: le alture attorno a Civita di Bagnoregio sono state scolpite nei secoli dall’erosione in gigantesche lame di tufo e argilla che tagliano le valli del Rio Torbido e del Rio Chiaro. Il sentiero parte da Lubriano e arriva al borgo attraverso antichi cunicoli dell’acquedotto, lontano dalla folla del ponte pedonale. Difficoltà E, circa 4 ore, 400 m di dislivello. Primavera e autunno sono i periodi migliori. L’ngresso al borgo costa 5€.
📍 Belvedere di Lubriano (VT)
Gole del Biedano – Parco Regionale Marturanum
Seguendo il fiume Biedano da Barbarano Romano a Blera si entra in un mondo parallelo: cascate, mole medievali, un condotto idraulico sotterraneo e una vegetazione così fitta da sembrare una giungla tropicale. Il percorso è facile, adatto anche ai principianti, e porta fino al Colombario Romano e alla Cava Buia, un’antica strada tagliata nel tufo da cui si osserva la Necropoli della Lega con tombe a camera. Uno dei sentieri più spettacolari della Tuscia, ancora poco conosciuto fuori dalla comunità outdoor romana. Accesso gratuito.
📍 Parcheggio Parco Marturanum, Via Turchino – Barbarano Romano (VT)
Selva del Lamone – Farnese

Una foresta vulcanica misteriosa, tra le più intatte del centro Italia: la Selva del Lamone è il posto perfetto per chi vuole sparire nel verde per qualche ora. Il percorso ad anello è di circa 8 km con soli 150 m di dislivello – livello principiante – e attraversa tre sentieri tematici: quello degli Alberi Monumentali, dei Lacioni (piccoli laghi vulcanici) e dei Crateri. L’atmosfera densa e quasi fiabesca lo rende uno dei percorsi più amati da chi lo scopre. Accesso gratuito; segnati che è consigliata la prenotazione per le escursioni guidate con i naturalisti della Riserva.
📍 Località Bottino s.n., Farnese (VT) – 01010
Galeria Antica – La città fantasma
Sì, esiste una città fantasma a meno di 30 km da Roma – e no, non la conosce quasi nessuno. Il sentiero per Galeria Antica è di circa 7-9 km, facile, e porta tra le rovine di un borgo medievale abbandonato nel Seicento, dove la natura selvaggia ha preso il sopravvento su mura, torri e chiese. Lungo il percorso si può estendere l’escursione verso una cascata sul fosso dell’Arrone. Perfetto per i puristi dell’urbex verde e per chi vuole una storia da raccontare agli amici al ritorno. Accesso libero e gratuito.
📍 Santa Maria di Galeria, Via Palidoro – Roma (RM)
Monte Gennaro – Parco dei Monti Lucretili
Con i suoi 1.271 m, il Monte Gennaro è la vetta più alta dei Monti Lucretili e una delle escursioni più soddisfacenti dell’Appennino laziale. Il percorso classico parte da Prato Favale e sale attraverso una bellissima faggeta, il Pratone e le distese erbose della Valle Cavalera, per concludersi sulla cima con una grande croce e una torretta panoramica. Circa 12 km, 500-600 m di dislivello, difficoltà E. Consigliato tutto l’anno, ma attenzione al fango dopo le piogge. Accesso gratuito.
📍 Prato Favale – Marcellina (RM)
Monte Terminillo – Trekking al tramonto con cena al rifugio
Il “piccolo Appennino dei romani” è la vetta più alta del Lazio a 2.217 m, e d’estate si trasforma in una delle escursioni più spettacolari della regione. Il percorso classico è di livello intermedio, ma c’è anche una formula trekking-esperienza: si sale al Rifugio Rinaldi (2.108 m) in tempo per il tramonto, si cena al rifugio e si scende in notturna con le torce frontali. Vista a 360° sull’Appennino e sulla piana reatina.
📍 Pian de’ Valli – Terminillo, Rieti (RI)
Lago della Duchessa – Riserva delle Montagne della Duchessa
Considerato da molti il trekking più bello del centro Italia, il Lago della Duchessa merita ogni superlativo. Si parte dal borgo di Cartore (930 m) e si sale attraverso la Val Fua immersi in un paesaggio alpino sorprendente per essere nel Lazio. Il lago a 1.788 m è di origine carsica, circondato da pareti rocciose: nelle giornate terse si vede per chilometri. Difficoltà media, circa 3-4 ore di cammino. I cambiamenti climatici lo stanno lentamente riducendo, quindi il momento migliore per visitarlo è adesso.
📍 Cartore – Borgorose (RI), uscita Valle del Salto (A24)
Lago Nemi – Castelli Romani

Un trekking ad anello tra due laghi vulcanici, foreste di castagni, cisterne romane, un monastero medievale e il borgo di Nemi famoso per le fragoline. Si parte da Albano Laziale (raggiungibile in treno da Termini) e si arriva a Nemi attraverso i sentieri del Parco Regionale dei Castelli Romani con viste continue sull’acqua. Circa 21 km nella variante completa, ma si può accorciare a piacere. Uno dei pochi trekking del Lazio completamente raggiungibile senza auto.
📍 Stazione FS di Albano Laziale – Via Stazione, Albano Laziale (RM)
Monte Circeo – Parco Nazionale del Circeo
Dove il mare incontra la montagna: il Monte Circeo è uno degli scenari più iconici del Lazio, con il promontorio che si alza direttamente sul Tirreno fino a 541 m. Il percorso dal versante Le Crocette è classificato EE (escursionisti esperti) e richiede obbligatoriamente una guida abilitata per accedere al tratto Crocette–Picco di Circe, con ordinanza in vigore fino al 30 settembre 2026. Vale la pena organizzarsi: la vista in cima è tra le più belle del centro Italia, e il parco ospita anche grotte preistoriche e una straordinaria biodiversità.
📍 Le Crocette – San Felice Circeo (LT)
Monti Simbruini – Monte Autore e Cascate di Trevi nel Lazio

Tra i parchi regionali più grandi del Lazio, i Monti Simbruini nascondono due gemme consecutive: il Monte Autore (1.855 m) con il suo anello da Campo dell’Osso (~10 km, 370 m di dislivello, livello intermedio) e le Cascate di Trevi nel Lazio, molto amate per l’atmosfera selvaggia al confine con l’Abruzzo. Faggete enormi, pianori verdi, qualche nevicata residua fino a tarda primavera: siamo lontanissimi dal Colosseo, eppure a poco più di un’ora da Roma. Accesso gratuito.
📍 Monte Autore: Campo dell’Osso – Filettino (FR) / Cascate: Trevi nel Lazio (FR)